Come riconoscere e combattere le 5 malattie più diffuse della Camelia Sasanqua

Scritto da in data 13 aprile 2016
pianta Camelia Sasanqua

La Camelia Sasanqua è una bellissima pianta usata soprattutto per le decorazioni invernali, infatti la fioritura avviene fra Novembre e Febbraio. In questo articolo però non vogliamo parlarti delle sue caratteristiche o di come coltivarla (se vuoi saperne di più ti consigliamo di guardare ad esempio la pagina della camelia sasanqua del sito sul sito www.codiferro.it).

Nelle prossime righe parleremo di come prevenire e curare le principali malattie della Camelia Sasanqua perché, oltre ad essere molto bella, è anche particolarmente delicata e soggetta a malattie anche molto dannose per la pianta che, possono farla addirittura morire.

Marciume radicale

Malattia diffusa soprattutto per la cattiva coltivazione della Camelia Sasanqua, visto che la causa di questa malattia è la scarsa ossigenazione delle radici. Questa pianta ha un grande bisogno di ossigenare le sue radici e, a volte, le fa anche uscire dal terreno.

In queste situazioni è molto comune, da parte dei vivaisti meno esperti, coprire le radici con del terriccio e questo porta la pianta ad ammalarsi. Se individuata per tempo può essere combattuta molto semplicemente, basta infatti trapiantarla in terreni poco profondi e senza ristagni oppure, nelle situazioni peggiori, è necessario usare dei fungicidi come l’Aliette. A questo punto è normale porsi la domanda: come si riconosce il Marciume Radicale? Se compaiono delle macchie brune e una defogliazione improvvisa, sono segnali da tenere in considerazione.

Acari

La presenza di questi parassiti si manifestano con delle macchie color ruggine, che possono comparire sia sulle foglie che sui fiori e stanno a testimoniare che le gli acari si stanno nutrendo della linfa della pianta. La soluzione più semplice, utile solo se si riconosce subito la malattia, è la potatura delle parti interessate perché altrimenti è necessario usare un antiparassitario specifico.

Apoplessia

Probabilmente è la malattia più diffusa nelle Camelie, ed è causata da un fungo che può infettare la pianta anche per anni e colpisce soprattutto quelle Camelie che vengono trascurate. Ecco perché la cura migliore è la prevenzione, in particolare attraverso la cura dell’ambiente (evitare le zone troppo umide).

Il fungo che causa l’apoplessia entra nella pianta attraverso tagli o ferite e causa un forte appassimento delle foglie ma anche dei rami. Se noti questi segnali (fai attenzione perché è facile confonderli con quelli del marciume radicale) taglia i rami e le foglie ammalate, poi tratta la pianta con un fungicida specifico.

Disseccamento dei petali

Anche se non si tratta di una malattia mortale, per la pianta è piuttosto fastidiosa visto che compromette la bellezza del fiore e ne causa la caduta in poco tempo. Questa malattia si presenta con una macchia bruna sul fiore e, anche una volta che il fiore cade, può ripresentarsi dopo ogni stagione per 5 anni.

Prevenire il disseccamento dei petali è piuttosto semplice, basta coprire la base della pianta con un telo o con degli aghi di pino e fare un po’ di attenzione durante l’innaffiatura, cercando di non bagnare i petali. Se poi dovessero comunque arrivare i segnali di questa malattia, meglio potare subito il fiore colpito ed eventualmente curare la pianta con dei prodotti fungicidi.

Muffa grigia dei fiori

Se alcuni fiori maturi subiscono dei danni diventano particolarmente soggetti a questa malattia che fa comparire all’interno del fiore, appunto, una muffa polverosa grigia. Si tratta di una malattia che si diffonde rapidamente e coinvolge in poco tempo tutti i fiori della pianta, ad ogni modo non è una malattia grave a meno che non venga trascurata.

Come sempre la prevenzione è la cura migliore, quindi, attenzione a freddo, spruzzi d’acqua o vento che possono danneggiare il fiore. Cerca poi di creare un ambiente, attorno alla pianta, dove l’aria possa circolare facilmente, se poi qualche fiore dovesse cadere non lasciare che marcisca a terra ma distruggilo.

Scritto da Annarita Capua

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