Come apparecchiare la tavola

Scritto da in data 13 Febbraio 2013
apparecchiare la tavola

Come apparecchiare la tavola? Una tavola ben apparecchiata, con una bella tovaglia, piatti scelti con cura, posate e bicchieri adatti e disposti secondo le regole, mette nelle condizioni di spirito ideali per gustare un buon pranzo.
Gli stili a cui ispirarsi sono tantissimi: da quello raffinato, con tovaglia a pizzi, piatti di porcellana fine e bicchieri di cristallo, a quello rustico, con ceramica colorata e bicchieri di vetro.
La scelta di come apparecchiare la tavola dipende dalla circostanza e soprattutto dal tono che si è deciso di dare all’incontro e dal menù scelto. La scenografia della tavola aiuta a creare un clima gradevole, che è uno degli elementi essenziali per la riuscita tanto dello spuntino frugale quanto della scena più elaborata.

Come scegliere la tovaglia

Come scegliere la tovaglia? Ecco alcune accortezze che vi aiuteranno a capire come scegliere la tovaglia in base al tipo di occasione. La regola che imponeva l’uso della tovaglia di fiandra o di pizzo per le occasioni importanti e quella stampata per pranzi e cene di ogni giorno è ormai superata. Tipi di tessuto, colori e toni della tovaglia possono essere scelti in base al gusto personale. Quanta biancheria da tavola occorre? Servono almeno 4 o 6 tovaglie (di più se si ha una vita sociale molto intensa) e, inoltre, un paio di set all’americana per apparecchiature di tutti i giorni e per gli incontri informali.

Tessuti e materiali della tovaglia
  • Lino
  • Misto lino
  • Tessuti fantasia
  • Carta
  • Materiali sintetici
  • Tela cerata

Come si stende la tovaglia

Sempre, e soprattutto se la superficie del tavolo è pregiata o delicata (per esempio, di legno laccato o trattato cena), è bene proteggerla ponendo tra il piano e la tovaglia un mollettone. Lo si trova in vendita già confezionato in varie dimensioni e forme oppure si può acquistare lo speciale tessuto e confezionarlo, inserendo un elastico negli orli per tenerlo bene teso e aderente al tavolo. Il mollettone non ha solo una funzione pratica: serve anche per far sembrare più morbida e quindi più gradevole alla vista e al tatto la tovaglia, che deve essere sempre ben stirata. Per un risultato perfetto bisogna eliminare le pieghe della tavola ripassandola, una volta stesa sul tavolo, con il ferro da stiro: è un’operazione che dura pochi minuti e garantisce un’apparecchiatura di ottimo effetto.

Come apparecchiare la tavola

come apparecchiare la tavola

come apparecchiare la tavola

Bisogna calcolare uno spazio di circa 60 cm tra un’apparecchiatura e l’altra. Innanzitutto si dispone il piatto piano e, sopra di esso, un altro piatto per gli antipasti, oppure una fondina per i primi a cucchiaio. Accanto a ogni piatto, sulla sinistra, la forchetta e, sulla destra, prima il coltello con la lama rivolta all’interno; poi, se il menù prevede zuppe o minestre, il cucchiaio e il tovagliolo (come piegare il tovagliolo). Qualcuno sostiene che le posate da frutta si debbano portare in tavola alla fine del pranzo, ma di solito si sistemano in alto, qualche centimetro più in là del piatto: la forchetta con i denti rivolti versi bicchieri, il coltellino con il manico a destra e nella posizione più vicina al piatto; infine il cucchiaio da dessert nella stessa direzione del coltellino ma all’esterno. Accanto alle tre piccole posate, sulla sinistra, si può anche sistemare il piattino per il pane, mentre a destra vanno i bicchieri: prima quello grande per l’acqua, poi quello per il vino bianco ed eventualmente quello per il vino rosso.

Per apparecchiare una tavola in modo elegante occorre una tovaglia bianca o color pastello, ricamata ed i tessuti pregiati come la tela di fiandra, la batista o il pizzo (in questo caso ci deve essere una sottotovaglia di colore contrastante).
Di preferenza si useranno le posate d’argento, i bicchieri a calice di cristallo trasparente, come le caraffe, i piatti di porcellana bianca o filettata in oro o decorata. Il centrotavola, da accordare con tutto il resto, deve essere una composizione di fiori freschi e raffinata ma non ingombrante, posata se possibile su un vassoio d’argento. Accanto al cartellino segnaposto si può porre un  fiore uguale a quelli del bouquet centrale.
Meno classica ma altrettanto chic è la tavola apparecchiata con una tovaglia colorata a tinta unita, con stoviglie moderne di colore contrastante, posate di ottone e bicchieri di cristallo non a calice. Il centrotavola può essere una ciotola di cristallo piena d’acqua in cui galleggiano corolle di fiori di colore intonato al servizio. È elegante anche la tavola apparecchiata all’americana con tovagliette ricamate di lino, di pizzo o batista, con stoviglie tradizionali di porcellana e cristallo.

È possibile preparare una tavola gradevole e diversa con semplici accorgimenti: per esempio, si possono abbinare cibi e stoviglie secondo un unico tema e prevedere menu basati su forme e colori omogenei. Ecco alcune proposte:

  • Il gioco dei cerchi. Disponete i piatti su sottopiatti rotondi e scegliete vassoi, taglieri e recipienti della stessa forma. Il menu potrà essere a base di focacce e torte salate, frittate tonde di diverse specie (al formaggio, con Cipolla eccetera), caciotte e tomini freschi, dischi di tonno; pane casareccio rotondo; come dolce si potranno servire classiche torte o ciambelle, e per frutta ananas e arance o mele e pere tagliate a fette di forma circolare.
  • Foglie su foglie. Grandi foglie di fico, platano o vite possono essere suggestivi sottopiatti; fogli più piccoli sono adatte per appoggiare le bottiglie e presentare i cibi. In tavola si potranno servire il involtini di riso, serviti in foglie di vite, alla greca; la minestra di cavoli; i formaggi di capra, anch’essi serviti su foglie.
  • Mille ciotoline. Oltre che per una semplice idea, l’uso di tante ciotole è un ottimo espediente per un pranzo improvvisato, quando si è costretti a utilizzare anche avanzi non troppo presentabili. Si possono tagliare a fettine o a pezzetti le diverse qualità di verdure e i formaggi a dadini; si possono aggiungere le olive e i sottaceti di scorta, senape, maionese ed eventuali altre salsine, tutto quanto insomma può arricchire il pranzo, disponendo tutte le ciotoline sulla tavola apparecchiata. È bene offrire una discreta scelta di panini, crackers, grissini oltre che abbondanti vini e birra; per completare si può servire un piatto unico di pasta oppure di carne.

Come apparecchiare la tavola: la disposizione dei posti

Per una cena importante la disposizione dei posti a tavola deve essere molto curata, perché alcune persone sono ancora molto formali e attenti a questi  particolari. I cosiddetti posti d’onore sono quelli alla destra dei padroni di casa e subito dopo quelli alla loro sinistra; sono riservati alle persone più importanti per età, posizione e grado sociale. Gli invitati uomini si siedono accanto alla padrona di casa, le signore accanto al padrone di casa. Gli altri invitati vanno sistemati sempre alternando uomini e donne e tenendo presente che i meno importanti (persone di famiglia e ragazzi) siedono ai posti più lontani dei padroni di casa. Questi ultimi siedono o ai capitavola o al centro del tavolo, uno di fronte all’altro.

Nei pranzi con parecchi ospiti, la disposizione dei posti non è molto rigorosa, a meno che non si tratti di un’occasione molto ufficiale. Perché il pranzo o la cena abbiano successo è però indispensabile che ciascuno abbia il posto che “si merita”. Un buon conversatore starà vicino a chi ama ascoltare e i padronì di casa staranno  a capotavola per avere l’opportunità di chiacchierare con tutti. In un pranzo informale, tra amici, la padrona di casa occuperà un posto poco lontano dalla cucina, in modo da seguire ogni cosa senza affaticarsi troppo. La disposizione dei posti è molto importante e se riuscirete a posizionare i vostri ospiti al meglio nella vostra tavola non mancherà mai allegria e calore.

Enrico Crocicchia

Scritto da Enrico Crocicchia

Laureato in design, comunicazione visiva e multimediale a La Sapienza di Roma. Mi occupo ormai da anni di SEO, Web marketing e Web analytics, grazie a queste discipline ho trasformato la mia grande passione in lavoro.

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