Come funziona il sistema elettorale italiano, il porcellum

Scritto da in data 8 marzo 2013
sistema elettorale italiano

In seguito alle recenti elezioni politiche, molti di noi avranno sentito parlare dell’attuale sistema elettorale italiano e della necessità di modificare la legge che disciplina tale sistema ossia il cosiddetto “porcellum“.
Se anche voi vi siete chiesti come funziona il sistema elettorale italiano siete capitati nel posto giusto! In questo articolo vi propongo una guida per capire come funziona il sistema elettorale italiano attuale!

Come funziona il sistema elettorale italiano: una premessa

La legge che disciplina il sistema elettorale in Italia è la n. 270 del 21 dicembre 2005 (Legge Calderoli). Tale legge è stata formulata in via principale dall’allora Ministro per le Riforme Roberto Calderoli, che però, a seguito delle numerose modifiche intervenute durante l’iter parlamentare, la definì “una porcata” in un’intervista televisiva. Proprio per questo episodio, la legge venne poi definita “porcellum” dal politologo Giovanni Sartori.
La legge 270/2005 sostituì le precedenti leggi 276 e 277 del 1993 (il cosiddetto Mattarellum, che prevedeva un sistema elettorale prevalentemente maggioritario-uninominale), introducendo un sistema radicalmente diverso, ossia un sistema elettorale proporzionale con premio di maggioranza.

Come funziona il sistema elettorale italiano

Come funziona il sistema elettorale italiano: elementi caratteristici

Il sistema elettivo italiano attualmente si caratterizza per i seguenti elementi:

  • lista bloccata, per cui l’elettore vota per una delle liste in competizione ma non può esprimere alcuna preferenza per i candidati, perciò questi risulteranno eletti sulla base dell’ordine stabilito al momento della presentazione della lista;
  • possibilità che i partiti dichiarino il collegamento di più liste in un’unica coalizione, che dovrà presentare un unico programma elettorale;
  • preventiva indicazione del capo della coalizione, il quale perciò si candida a divetare, in caso di vittoria, Presidente del Consiglio;
  • clausole di sbarramento, per cui possono partecipare alla ripartizione dei seggi soltanto le coalizioni di liste o le singole liste non riunite in coalizione che abbiano superato una certa soglia di voti validi a livello nazionale e regionale;
  • premio di maggioranza diretto a garantire che comunque la coalizione o la lista singola più votata abbia la maggioranza in Parlamento.

Come funziona il sistema elettorale italiano: elezione della Camera dei Deputati

Sistema Elettorale Camera

Salvo che per i 12 seggi della circoscrizione Estero e per il seggio della circoscrizione Val d’Aosta, per i restanti 617 seggi della Camera vige un sistema di assegnazione proporzionale dei voti a ciascuna lista o coalizione, con eventuale premio di maggioranza alla forza politica che abbia conseguito il miglior risultato su scala nazionale. Più esattamente, la legge 270/2005 prevede l’assegnazione integralmente proporzionale laddove una delle liste o coalizioni abbia raggiunto il limite dei 340 seggi (pari al 53,9% dei seggi della Camera). Qualora, invece, nessuna delle liste o coalizioni raggiunga la soglia dei 340 seggi, si procederà in modo diverso: alla lista o coalizione che abbia ottenuto la maggioranza dei voti su scala nazionale viene attribuito un “premio” pari al numero dei seggi necessari a quella lista o coalizione per raggiungere quota 340, di modo che essa raggiunga la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera.
Il sistema, però, è reso più complesso dalla presenza di diverse soglie di sbarramento, il cui superamento è condizione per partecipare al riparto dei seggi. In particolare, l’accesso alla ripartizione è subordinato a:

  • per le liste indipendenti (cioè non coalizzate) al conseguimento di almeno il 4% dei voti su scala nazionale;
  • per le coalizioni la codizione è duplice: si richiede, infatti, che abbiano raggiunto almeno il 10% dei voti su scala nazionale e che abbiano al loro interno almeno una lista che abbia raggiunto il 2% dei voti su base nazionale (oppure una lista collegata che sia rappresentativa di minoranze linguistiche, presente esclusivamente in un’unica circoscrizione, e che abbia ottenuto in quella circoscrizione almeno il 20% dei voti validi).

Il computo dei voti raggiunti da ciascuna coalizione è dato dalla somma dei voti ottenuti da tutte le liste ad essa collegate nelle diverse circoscrizioni elettorali. All’interno di ciascuna coalizione accedono al riparto dei seggi solo quelle liste che abbiano superato lo sbarramento del 2% dei voti su scala nazionale, con la sola eccesione della lista che, fra quelle che non hanno raggiunto il suddetto quorum minimo, abbia avuto il maggior numero di voti (il cd. miglior escluso).

Come funziona il sistema elettorale italiano: elezione del Senato della Repubblica

Sistema Elettorale Senato

Passando al sistema elettorale per il Senato, la principale ragione di differenziazione rispetto a quello della Camera è dovuta alla previsione dell’articolo 57, comma 1 della Costituzione, secondo cui il “Senato della Repubblica è eletto a base regionale“. Tale previsione comporta che il meccanismo per l’attribuzione dei seggi deve operare a livello regionale. Salvo che per i 6 seggi della circoscizione Estero, quello della Val d’Aosta e i 7 del Trentino Alto Adige, la legge 270/2005 prevede che per il Senato l’assegnazione dei seggi avvenga su base proporzionale a liste di candidati concorrenti, qualora ci sia una lista o coalizione che abbia raggiunto il 55% dei voti espressi nella Regione. Laddove ciò non accada, alla lista o coalizione che abbia conseguito più voti verrà attribuito un premio di maggioranza regionale pari al numero di voti necessari a far raggiungere la predetta soglia del 55%. In questo caso, il restante 45% verrà assegnato, nel rispetto delle soglie di sbarramento, proporzionalmente alle altre liste o coalizioni di liste in competizione (nel caso in cui si raggiunga la soglia del 55%, l’attribuzione proporzionale alle altre liste riguarderà un numero di seggi determinato in base alla percentuale effettivamente raggiunta dalla lista vincente).
Per quanto riguarda le soglie di sbarramento al Senato, la legge 270/2005 stabilisce che accedono al riparto dei seggi soltanto:

  • le liste indipendenti che abbiano raggiunto almeno l’8% dei voti validamente espressi nella Regione;
  • le coalizioni di liste che abbiano conseguito perlomeno il 20% dei voti validamente espressi nella Regione, a condizione che comprendano almeno una lista collegata che abbia conseguito sul piano regionale non meno del 3% dei voti validi.

All’interno delle coalizioni che abbiano superato le predette soglie, la ripartizione dei seggi avviene solamente fra le liste che abbiano ottenuto perlomeno il 3% dei voti validi espressi nella Regione. Invece, per le liste comprese in coalizioni che non siano riuscite a superare lo sbarramento del 20%, la loro partecipazione alla ripartizione dei seggi è condizionata al raggiungimento di almeno l’8% dei voti validamente espressi.

Diversamente da quanto previsto per la Camera dei deputati, il premio di maggioranza non garantisce l’acquisizione della maggioranza dei seggi al Senato alla lista o coalizione che su scala nazionale abbia conseguito il maggior numero dei voti, limitandosi a garantire, di volta in volta, l’ottenimento della maggioranza dei seggi imputati a ciascuna Regione. Secondo tale previsione, quindi, non soltanto è possibile che al Senato si formi una maggioranza diversa da quella della Camera, ma anche che i premi di maggioranza regionali si bilancino tra loro non consentendo così la formazione di una sicura maggioranza in Senato.

Ilaria Costa

Scritto da Ilaria Costa

Mi chiamo Ilaria sono laureata in Relazioni Internazionali. Il mio interesse principale è la politica nazionale ed internazionale. Amo scrivere e condividere i miei interessi e le mie conoscenze con gli altri.

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