Come funzionano le consultazioni del Presidente della Repubblica

Scritto da in data 21 marzo 2013
consultazioni Presidente della Repubblica

Come avrete potuto notare, in questi giorni, giornali e televisioni sono tutti rivolti ad un evento molto particolare: le consultazioni del Capo dello Stato per la formazione del prossimo Governo italiano. Ma vi siete mai chiesti come funzionano le consultazioni? Ecco a voi una guida per capire come funzionano le consultazioni del Presidente della Repubblica.

Sarà Giorgio Napolitano, attuale Presidente della Repubblica, a scegliere il prossimo Presidente del Consiglio e cercherà di farlo prima di Pasqua (31 marzo).

Ecco il calendario previsto per le consultazioni che sono cominciate mercoledì 20 marzo 2013:

Mercoledì 20 marzo 2013
10.00 presidente del senato, Pietro Grasso
10.45 presidente della camera, Laura Boldrini
11.30 gruppo misto del senato
12.00 gruppo misto della camera
12.30 Südtiroler Volkspartei
12.50 minoranza linguistica della Valle d’Aosta
16.30 Per le autonomie-Psi
17.00 Sinistra ecologia libertà
18.00 Scelta civica per l’Italia

Giovedì 21 marzo 2013
9.30 Movimento 5 stelle
10.30 Popolo delle libertà, Lega Nord e Autonomie
12.15 presidente emerito della repubblica, Carlo Azeglio Ciampi
18.00 Partito democratico

Sul sito della Presidenza della Repubblica potete trovere le dichiarazioni del Capo dello Stato e degli altri esponenti politici nel corso delle consultazioni del 20 e 21 marzo per la formazione nuovo governo.

A questo punto, vorrei precisare che quando il Capo dello Stato non riesce a trovare un candidato in grado di ottenere la fiducia del Parlamento può sciogliere le camere e indire nuove elezioni. Tuttavia, Napolitano non potrà farlo, perché si trova nel cosiddetto “semestre bianco”, cioè gli ultimi sei mesi del suo mandato (articolo 88 Cost.). Dunque, se non ci sarà un accordo sul nuovo governo, bisognerà prima eleggere un nuovo Presidente della Repubblica e sarà quindi il nuovo presidente a sciogliere le camere.

Come funzionano le consultazioni del Presidente della Repubblica: una premessa

La Costituzione italiana si limita a prevedere che il Capo dello Stato nomini il Presidente del Consiglio e, su sua proposta, i ministri (art. 92, Cost.). Ma il meccanismo che porta alla nascita del Governo è articolato e prevede una fase preparatoria: le consultazioni. La forma di governo parlamentare prevista dalla Costituzione italiana esclude che il corpo elettorale possa scegliere il Presidente del Consiglio dei ministri: la scelta spetta al Presidente della Repubblica tenendo conto dei risultati elettorali e della composizione delle camere. Per fare questa scelta il Presidente si consulta con i capi dei gruppi parlamentari e altre personalità politiche che, secondo lui, possono dare indicazioni utili per capire quale può essere la persona in grado di ottenere la fiducia del Parlamento.

Come funzionano le consultazioni del Presidente della Repubblica: consultazioni e conferimento dell’incarico

Dopo le elezioni (o in seguito all’apertura di una crisi di Governo), il Presidente della Repubblica procede alle consultazioni (non previste dal testo costituzionale) con cui si apre il procedimento per la formazione del Governo.
Il Capo dello Stato, nell’ambito delle consultazioni, incontra:

  • i presidenti dei gruppi parlamentari, che si fanno accompagnare dagli esponenti più significativi dei rispettivi partiti, i segretari dei partiti politici;
  • i Presidenti delle due Camere
  • gli ex Presidenti della Repubblica
  • tutte le altre personalità che ritenga utile sentire per venire a conoscenza delle posizioni dei partiti in ordine alla formazione del Governo e dei negoziati che, nel frattempo, si svolgono tra gli stessi.

Una volta terminate le consultazioni, possono configurarsi due situazioni:

  1. conferimento dell’incarico: l’incarico è conferito oralmente dal Presidente della Repubblica e, di regola, viene accettato con “riserva”; tale riserva verrà “sciolta” solo dopo che l’incaricato ha svolto con successo la sua attività, ossia l’individuazione della lista dei ministri da proporre al Capo dello Stato per la nomina e del programma di governo, i cui contenuti devono ricevere il consenso dei partiti della coalizione e, quindi, l’investitura fiduciaria da parte del Parlamento.
  2. preincarico e mandato esplorativo: in alcuni casi, quando la situazione politica è piuttosto incerta, il Presidente della Repubblica, prima di conferire l’incarico vero e proprio ha proceduto attraverso il conferimento di un preincarico o di un mandato esplorativo. Entrambi questi strumenti servono ad accrescere gli elementi informativi in possesso del Presidente della Repubblica, necessari per nominare un Governo che potrà godere della fiducia parlamentare. La differenza sta nel fatto che, mentre il mandato esplorativo è conferito ad un soggetto super partes (di solito un politico stimato da tutte le parti politiche) che ha il compito di continuare le consultazioni per trovare un candidato gradito alla maggioranza del Parlamento, il preincarico è, di regola, conferito allo stesso soggetto cui il Capo dello Stato pensa di dover successivamente conferire l’incarico per la formazione del Governo.

Come funzionano le consultazioni del Presidente della Repubblica: la nomina e il giuramento

Chi riceve l’incarico di guidare il governo di solito fa a sua volta un altro breve giro di consultazioni informali, per essere sicuro di avere davvero la fiducia del Parlamento, quindi torna dal Presidente della Repubblica per presentare la lista dei ministri con cui intende formare il nuovo governo. A questo punto il Presidente della Repubblica nomina, con proprio decreto, il nuovo Presidente del Consiglio e i ministri. Una volta accettato l’incarico si passa alla firma e controfirma dei decreti di nomina del capo del Governo: accettazione delle dimissioni del Governo uscente, nomina del Presidente del Consiglio e dei singoli ministri.
Dopo la nomina e prima di assumere loro funzioni (di regola meno di 24 ore), il Presidente del Consiglio e i ministri, ai sensi dell’articolo 93 Cost., prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica. Con il giuramento il Governo è immesso nell’esercizio delle sue funzioni e perciò termina il procedimento della sua formazione.

Come funzionano le consultazioni del Presidente della Repubblica: la fiducia parlamentare

Il Governo è nella pienezza dei suoi poteri solo dopo aver ottenuto da entrambe le Camere del Parlamento il voto di fiducia. Infatti, entro dieci giorni dal giuramento, il nuovo Governo deve presentarsi alle Camere per chiedere la fiducia (articolo 94.3 Cost.): per prima cosa, il Presidente del Consiglio dei ministri espone  il programma di governo, approvato dal Consiglio dei ministri; poi, in ciascuna Camera i parlamentari di maggioranza presentano una mozione di fiducia, che deve essere motivata e deve essere votata per appello nominale. La fiducia si intende accordata se la mozione è approvata in entrambe le Camere (a tal fine è sufficiente la maggioranza relativa). Dunque, la formazione del governo si conclude positivamente solo se entrambe le Camere gli accordano la fiducia.

Ilaria Costa

Scritto da Ilaria Costa

Mi chiamo Ilaria sono laureata in Relazioni Internazionali. Il mio interesse principale è la politica nazionale ed internazionale. Amo scrivere e condividere i miei interessi e le mie conoscenze con gli altri.

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