Il trattato ONU sul commercio delle armi: come funziona

Scritto da in data 6 aprile 2013
trattato onu armi

Il 2 aprile 2013 l’Assemblea Generale dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) ha approvato il primo Trattato internazionale sulla compravendita delle armi convenzionali. Questo trattato è il primo del suo genere ed è stato approvato con una schiacciante maggioranza: 154 voti a favore, 23 astenuti (tra cui Russia, Cina, Cuba, Venezuela e Bolivia) con i soli voti contrari di Iran, Corea del Nord e Siria.
Se ne discuteva da sette anni. Si tratta del primo testo di rilievo sul disarmo, relativo alle armi convenzionali, dopo l’adozione del Trattato sull’interdizione dei test nucleari (CTBT) del 1996.

Il trattato ONU sul commercio delle armi: scopo e principi generali

Scopo del trattato non è quello di limitare le esportazioni e importazioni di armi  «convenzionali», pesanti e leggere, ma di regolamentarle, di fare in modo che i firmatari creino delle normative nazionali sul trasferimento delle armi convenzionali verso Stati terzi.
Tra i principi su cui si basa il Trattato vi è infatti quello del «rispetto degli interessi legittimi degli stati di acquistare armi convenzionali per esercitare il diritto di autodifesa e per le operazioni di peacekeeping, e di produrre, esportare, importare e trasferire armi convenzionali».
Il documento definisce per la prima volta gli standard internazionali per la compravendita delle armi, legandoli al rispetto dei diritti umani: non controlla l’uso domestico, ma richiede che gli Stati membri si dotino di normative nazionali sul trasferimento delle armi convenzionali, tra cui carri armati, aerei e navi da guerra, veicoli da combattimento, artiglieria, elicotteri, missili, razzi a lunga gittata, ma anche fucili, pistole e munizioni.
È previsto inoltre il divieto, per gli Stati che ratificano il trattato, di trasferire armi in caso di violazione di un embargo, atti di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Per autorizzare o meno l’esportazione, il testo stabilisce che ogni Paese dovrà valutare se le armi potrebbero essere usate per violare i diritti umani o utilizzate da terroristi o membri della criminalità organizzata.

Il trattato ONU sul commercio delle armi: come funziona

Come funziona veramente questo Trattato? Va anzitutto detto che, pur essendo stato approvato a larga maggioranza, esso ha visto significative astensioni, soprattutto quelle di Russia, Cina e India. Inoltre, anche dopo essere stato ratificato dai parlamenti nazionali, il trattato sul commercio delle armi non sarà vincolante ma costituirà una sorta di codice di comportamento cui i governi dovrebbero attenersi, e sottolineiamo dovrebbero, perchè non sono previste sanzioni per chi non lo volesse rispettare.  La norma fondamentale è che le armi non devono essere fornite a Stati che «minano la pace e la sicurezza e commettono violazioni del diritto umanitario internazionale».

Gli Stati ratificheranno il trattato a partire dal mese di giugno, e il documento entrerà in vigore con la firma di almeno cinquanta Paesi.

Infine, è necessario precisare che gli astenuti e i contrari non saranno tenuti a rispettare i termini del Trattato ed è bene ricordare che tra questi ci sono Russia e Cina, due tra i più importanti esportatori d’armi mondiali, che hanno tra i migliori clienti proprio Corea del Nord e Siria.

Ilaria Costa

Scritto da Ilaria Costa

Mi chiamo Ilaria sono laureata in Relazioni Internazionali. Il mio interesse principale è la politica nazionale ed internazionale. Amo scrivere e condividere i miei interessi e le mie conoscenze con gli altri.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *