Economiche, pratiche, eleganti: le stufe a pellet conquistano gli italiani. Ecco una guida per l’installazione

Scritto da in data 24 marzo 2015

L’Italia è il primo consumatore in Europa di pellet, con quasi il 40 per cento del totale utilizzato nel Vecchio Continente. Un successo decretato dai tanti vantaggi di questo materiale, a cominciare dal risparmio economico per passare poi alla comodità e alla praticità d’uso.

Oltre 1,7 milioni di stufe a pellet, 3,3 milioni di tonnellate di pellet utilizzate ogni anno (anche se quelle prodotte sul territorio sono solo 300mila tonnellate, le altre importate da Paesi come Germania, Croazia e Austria), pari al 40 per cento di quelle consumate in tutta Europa: insomma, basta solo guardare questi dati per comprendere quanto gli italiani apprezzino questo tipo di riscaldamento. In Italia, in particolare, sono molte le aziende che realizzano le Stufe a Pellet, garantendo qualità e affidabilità per il Made in Italy.

Cerchiamo insieme di scoprire i principali motivi di questo successo e come si installa una stufa a pellet, per risolvere eventuali dubbi e perplessità.

Risparmio e convenienza. La stufa a pellet è una valida alternativa ai sistemi a gas, legna o altre tipologie di riscaldamento. Primo punto a favore è sicuramente il risparmio che consente: secondo alcuni studi, si possono tagliare i costi di spesa fino addirittura a mille euro l’anno, a seconda ovviamente dell’impianto che si integra, anche se va ricordato che bisogna alimentarle attraverso l’elettricità. Poi, sono facili da utilizzare, comportano un basso rischio di incendi e i modelli più recenti hanno timer e termostati regolabili anche a distanza, così come impianti autopulenti, e sono studiati attentamente anche sotto l’aspetto del design, così da integrarsi perfettamente in ogni stile di arredamento e, anzi, di impreziosire la stanza in cui viene posizionata; il pellet si trova semplicemente in commercio ed è un materiale più ecologico rispetto al legno tradizionale, con emissioni di anidride carbonica più contenute. È quindi un modo per assicurare il riscaldamento in tutta la casa.

L’installazione. Tutti questi motivi dovrebbero convincere anche i più scettici. Ora arriva la parte più complicata: l’acquisto e l’installazione. Se, per il primo aspetto, il mercato offre soluzioni quasi infinite, adatte a tutte le esigenze e gli ambienti domestici, cerchiamo invece di fare un po’ di chiarezza sul procedimento da seguire per poter montare in casa una stufa a pellet in tutta sicurezza e senza creare gravi danni. Innanzitutto, dato che la maggior parte di questi impianti non richiede lo stesso tipo di canna fumaria necessaria invece per le stufe a legna o caminetti tradizionali, ci sono più opzioni possibili per il posizionamento: l’importante è scegliere un posto centrale, da cui il calore si possa irradiare in tutte le altre stanze. Inoltre, le superfici esterne di una stufa a pellet non si riscaldano in maniera eccessiva, e quindi possono essere meglio adattate anche in spazi piccoli, lasciando solo pochi centimetri rispetto alle pareti, ma bisogna avere l’accortezza di collocarle su superfici non combustibili, come pietra o piastrelle. Per andare sul sicuro, basta seguire con precisione le indicazioni e i requisiti forniti dal produttore in merito alle distanze e agli accorgimenti da rispettare.

La parte più difficile. Si arriva adesso alla fase più delicata, quella del montaggio dei tubi: servono due sistemi, il primo per lo scarico dei fumi e l’altro per la presa d’aria per la combustione. Ovviamente, l’esecuzione del foro è la parte più difficile dell’installazione, sconsigliata a chi non è pratico di lavori di casa: l’importante è pianificare minuziosamente tutto il percorso da compiere. Il metodo più comune è quello di eseguire lo sfiato attraverso una parete esterna, con un buco dietro la stufa (che sarà protetto all’esterno da una griglia metallica) nel quale inserire un tubo di acciaio a perfetta tenuta (materiale consigliato per un buon tiraggio dell’aria), mentre per la canna fumaria serve un tubo più lungo, perché deve arrivare oltre il tetto dell’abitazione. Dopo queste operazioni, bisogna minimizzare gli antiestetici “buchi” lasciati e perciò intervenire con del cemento (che serve anche a fissare le tubazioni).

Insomma, il procedimento fai-da-te non è impossibile, specie per chi ha una certa manualità; in alterativa, ci si può rivolgere a tecnici specializzati, così da potersi sentire più tranquilli e assicurati.

Scritto da Annarita Capua

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